E alla fine uscì il sole. All’improvviso mi sono accorto che la prima coppia furtiva di rondini montane era già arrivata, roteava intorno alle due torri campanarie gemelle dell’Eremo che erano state costruite per omaggiare la superba traccia di Cluny, poi completamente cancellata dal tempo. Facevano parte del “comitato di accoglienza” una coppia di ballerine bianche che saltavano da un tetto all’altro, il richiamo ossessivo della solita coppia di cince bigie e i quattro merli maschi sempre indaffarati a far baruffa. Il detto: “una rondine (ma neanche due…) non fa primavera”; è proprio vero pensai, mentre nuvole arruffate correvano nel cielo limpido a tratti. No, non è ancora primavera, però somiglia molto. La coppia di rondini, appena compiuto il lungo viaggio, già scherzava a inseguirsi e giocava a nascondino. Allora mi ricordai di quando ne avevo strappato una dalle grinfie di quel gattaccio che bazzicava intorno alla Foresteria del Monastero. Mi ero accorto subito che qualcosa non andava perché c’era una rondine che percorreva come impazzita, a bassa quota, il breve tratto di strada da Fonte Bono a Tassini, garrendo terrorizzata… Cosa c’è che non va? Mi chiesi. Corsi avanti e sbirciai sotto le auto parcheggiate: vidi il gattaccio che teneva qualcosa con una zampa anteriore, allora mi avvicinai di corsa e lo terrorizzai, così mollò la presa, m’infilai sotto l’auto e raccolsi la rondine spaventata e immobile, la osservai per bene per vedere se fosse ferita. Mi sembro tutto in ordine, allora, mentre il coniuge (come tutte/i saprete le rondini sono monogame) mi svolazzava intorno e, stranamente aveva cessato di fare versi preoccupati. Arrivai al muretto del belvedere, nel piazzale della Foresteria e detti lo slancio alla malcapitata aprendo simultaneamente le mani. Subito si alzò in volo e il compagno, accanto a lei…

Adesso non venitemi a dire le solite oscenità sul “lasciar fare alla natura”: i gatti e i cani (come i criceti, gli uccelli nati in gabbia etc etc) non c’entrano proprio nulla con la Natura! L’istinto predatorio istintivo del gatto è una bubbola: nessun animale selvatico è crudele. Se uccidono, lo fanno nel modo più rapido possibile; i gatti invece no.

Ma ora ritorniamo a parlare della vostra skincare. è ovvio che mi rivolgo a uomini e donne, senza eccezione, né differenze.

Vi darò alcuni semplici consigli che è possibile seguire nella beauty routine quotidiana, senza perdere troppo tempo: in un quarto d’ora o venti minuti al massimo si riesce a fare le cose perbene. Si tratta di dieci passaggi da seguire con scrupolo: oggi parleremo del 2°.

– Alla detersione, molti fanno seguire lo scrub, cioè l’esfoliazione, ma in realtà questo trattamento molto importante non dev’essere eseguito ogni giorno bensì una volta a settimana, magari al sabato pomeriggio e con calma. Invece io consiglio di usare a questo punto – dopo la detersione sia acquosa che oleosa – un buon tonico. E qual è il miglior tonico che madre natura ci fornisce generosamente e in abbondanza? Ma è ovvio: l’acqua di rose. Non comprate porcherie zeppe di additivi chimici; c’è l’abitudine di aggiungere conservanti e disinfettanti anche dove non ce n’è proprio bisogno. L’acqua di rose si fa con l’idrolato che è il componente “di scarto” della distillazione in corrente di vapore dei petali di rosa. Ora dovete sapere che la rosa è molto molto parca e concede poco del suo preziosissimo olio essenziale, pensate un po’: ce ne vuole una tonnellata per estrarre solo 10 grammi! Le nonne mettevano semplicemente a bagno i petali in acqua pulita e aspettavano anche una settimana. Ma la distillazione è il procedimento migliore e più efficace, nonché sicuro per la salute della pelle. Dicevo: dalla distillazione si ottiene l’olio essenziale e come prodotto secondario l’idrolato nel quale sono presenti tracce di essenza di rosa. Quindi anche l’idrolato ha la sua efficacia. Versatene qualche goccia su un batuffolo di cotone idrofilo e picchiettate dolcemente sulla pelle del viso e del collo. Oppure create una “maschera artigianale”, fatta in casa, con piccole sfoglie di cotone idrofilo, stendendole una accanto all’altro e inumidendole con l’acqua di rose e facendole aderire per bene alla pelle. Mantenere la maschera umida e in posa per 3 minuti: vedrete che risultati sorprendenti!

Questa preparazione è importantissima per continuare bene la beauty routine quotidiana. 

Ora, per non tirare per le lunghe, vi abbraccio e vi saluto tutte e tutti e spero che mi leggerete ancora qui, sul BLOG dell’Antica Farmacia.

Pace in Ucraina!

Firmato: Un monaco dell’Eremo di Camaldoli